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I diritti dell'inquilino nello sfratto

Lo sfratto è una procedura, non un'espulsione improvvisa: i termini minimi che nessuno può saltare, le tutele nella fase esecutiva e gli aiuti pubblici da attivare subito.

Perdere la casa è un evento, non un istante: tra il primo atto e l'ultimo accesso dell'ufficiale giudiziario la legge impone passaggi e termini minimi pensati proprio per dare a chi è sfrattato il tempo di riorganizzarsi. Conoscerli serve a non farsi travolgere — e a usare quel tempo per attivare gli aiuti che esistono davvero. Per le difese processuali vere e proprie, vedi come opporsi e termine di grazia.

Avvertenza: le informazioni di questa pagina hanno scopo divulgativo e non costituiscono consulenza legale. Ogni procedura di sfratto ha specificità che dipendono dal contratto, dal tribunale competente e dal comportamento delle parti: per il tuo caso concreto rivolgiti a un avvocato.

I termini che nessuno può saltare

MomentoTermine minimoFonte
Dalla notifica dell'intimazione all'udienza≥ 20 giorni liberi (abbreviabili fino alla metà su autorizzazione)art. 660 c.p.c.
Termine di grazia (morosità abitativa, a condizioni)fino a 90 giorni; 120 nel caso specialeart. 55 L. 392/1978
Data del rilascio fissata nella convalidadifferibile fino a 6 mesi (12 eccezionali); max 60 giorni se il termine di grazia non è stato rispettatoart. 56 L. 392/1978
Dal precetto all'esecuzione≥ 10 giorni (salvo autorizzazione all'esecuzione immediata)artt. 480-482 c.p.c.
Preavviso di rilascio dell'ufficiale giudiziario≥ 10 giorniart. 608 c.p.c.

A questi si aggiunge la realtà dei calendari degli ufficiali giudiziari: nei tribunali metropolitani tra un accesso e l'altro passano settimane o mesi, e al primo accesso in presenza di fragilità documentate il rinvio è la norma, specie se i servizi sociali sono già stati coinvolti.

Il differimento del rilascio (art. 56)

Nel disporre il rilascio il giudice ne fissa la data potendola differire fino a 6 mesi — e fino a 12 in casi eccezionali — valutando le condizioni del conduttore e del locatore (art. 56 L. 392/1978, che si applica anche alle locazioni non abitative; se però un termine di grazia è stato concesso e non rispettato, la data non può superare i 60 giorni dalla scadenza). Vale la pena chiederlo in udienza, documentando: presenza di minori o disabili, età avanzata, ricerca di alloggio in corso, tempi delle graduatorie ERP. È una tutela concreta e sottoutilizzata da chi si presenta in udienza senza nulla in mano.

La morosità incolpevole e il fondo dedicato

Se la morosità nasce da perdita o riduzione consistente del reddito per causa non imputabile — licenziamento, mancato rinnovo, cassa integrazione, cessazione di attività, malattia grave, infortunio — sei nel perimetro della morosità incolpevole (d.l. 102/2013, art. 6, co. 5, e decreti attuativi). L'accesso non è automatico: dipende dai requisiti del decreto attuativo, dal bando del tuo Comune (di regola nei Comuni ad alta tensione abitativa) e dalle risorse disponibili. Quando il bando c'è, i contributi possono coprire fino a diverse migliaia di euro e servono, secondo i casi, a: sanare la morosità salvando il contratto, ottenere il differimento dell'esecuzione, o versare il deposito per un nuovo alloggio. La domanda si presenta al Comune (ufficio casa) — e i fondi premiano chi si muove appena ricevuta l'intimazione, non a esecuzione iniziata.

Deposito cauzionale e conti finali

All'uscita, comunque avvenga, si chiudono i conti:

  • il deposito cauzionale (max 3 mensilità, art. 11 L. 392/1978, che prevede interessi legali da corrispondere ogni anno) va restituito alla riconsegna; il proprietario può opporre in compensazione canoni scoperti e danni, ma se li contesti la trattenuta richiede un accordo o un accertamento, non basta la sua parola;
  • gli oneri accessori si pagano solo se documentati: hai diritto ai giustificativi (art. 9 L. 392/1978);
  • la «buonuscita» abitativa non è un diritto: è un accordo. Nei fatti, molti proprietari preferiscono riconoscere qualche mensilità a chi libera presto e bene l'immobile piuttosto che pagare mesi di esecuzione — è una leva negoziale legittima da entrambe le parti.

A chi chiedere aiuto, subito

  • Servizi sociali del Comune: contributi, rinvii assistiti, soluzioni-ponte; coinvolgerli presto cambia gli esiti;
  • Ufficio casa del Comune: fondo morosità incolpevole, contributo affitto regionale, graduatorie ERP con punteggi per sfratto in corso;
  • Sindacati inquilini (SUNIA, SICET, UNIAT, ecc.): consulenza a costo contenuto, pratica del tribunale locale, canali con i servizi;
  • Patrocinio a spese dello Stato per la difesa legale gratuita sotto soglia di reddito (DPR 115/2002, artt. 74 ss.): la domanda va al Consiglio dell'Ordine degli avvocati.

Domande frequenti

Dalla convalida al rilascio forzato passano comunque diversi passaggi obbligati: la data fissata dal giudice (differibile fino a 6 mesi, 12 in casi eccezionali, per l'abitativo), il precetto, il preavviso di rilascio di almeno 10 giorni e uno o più accessi dell'ufficiale giudiziario. In pratica raramente meno di 3-4 mesi dalla convalida, spesso di più nei grandi tribunali.

Nelle locazioni abitative non esiste un diritto legale alla "buonuscita": eventuali somme per liberare prima l'immobile sono frutto di accordo privato. L'indennità di legge esiste solo nelle locazioni commerciali con contatto diretto col pubblico e quando la cessazione non dipende da morosità, disdetta o recesso del conduttore (indennità di avviamento, artt. 34-35 L. 392/1978: 18 mensilità, 21 per gli alberghi).

La morosità causata da perdita o riduzione consistente del reddito per cause non imputabili (licenziamento, cassa integrazione, malattia grave, infortunio): dà accesso ai contributi del fondo dedicato (d.l. 102/2013, art. 6, co. 5) erogati dai Comuni ad alta tensione abitativa, che possono servire a sanare il debito o ad accompagnare il passaggio a un nuovo alloggio.

No: non hanno il potere di fermare un'esecuzione. Possono però ottenere rinvii degli accessi in presenza di fragilità (minori, disabili, anziani), erogare contributi-affitto, attivare le graduatorie per l'edilizia pubblica e le soluzioni-ponte. Vanno contattati appena l'intimazione arriva, non il giorno dell'ufficiale giudiziario.